Cosa fare al Museo con i tuoi Bambini!

KAT-BLOG: Visita al Museo Ebraico di Berlino

Quando: 25 gennaio 2017, 17:38

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Dunque, ci siamo stati 3 anni fa, rigorosamente – dopo esserci informati – con i bambini.

Il Museo Ebraico di Berlino (in tedesco Jüdisches Museum Berlin) è il più grande museo ebraico in Europa.

 

In due edifici, uno dei quali è un ampliamento appositamente progettato dall’architetto polacco Daniel Libeskind, una collezione permanente e svariate esposizioni temporanee raccontano due millenni di storia degli ebrei in Germania.


IL PROGETTO DI LIBESKIND

 

L’ampliamento del museo del 2001  può essere considerato un’opera d’arte, poiché mescola architettura e scultura. Per gli appassionati di architettura, vale la pena visitare il museo anche solo per “vivere” il percorso di questo edificio spettacolare.

 

Libeskind ha battezzato il suo progetto between the lines (tra le linee) e nei punti in cui le due linee si intersecano si formano zone vuote, o voids, che attraversano l’intero museo. Tra le linee perché , come scrive l’architetto stesso, “il progetto è tra due linee di pensiero, l’organizzazione e la relazione. Una è una linea dritta, ma spezzata in molti frammenti;…l’altra è una linea tortuosa, ma che continua infinitamente…” (D.Libeskind).

 

L’edificio visto dall’alto ha la forma di una linea a zig-zag e per questa ragione è stato soprannominato blitz, che in tedesco significa fulmine. La forma dell’edificio ricorda una stella di David decomposta e destrutturata.

 

L’edificio è interamente ricoperto da lastre di zinco e le facciate sono attraversate da finestre molto sottili e allungate, più simili a squarci o ferite che a vere e proprie finestre, disposte in modo casuale.

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Il museo non ha un ingresso dalla strada, ma vi si accede dall’adiacente Berlin-Museum. Una scala e un sentiero sotterraneo collegano i due edifici, questo a simboleggiare quanto la storia ebraica e quella tedesca siano collegate e connesse fra loro.

La scala conduce ad un sotterraneo, composto di tre corridoi, denominati assi che simboleggiano i diversi destini del popolo ebraico: l’asse dell’Olocausto conduce ad una torre che è stata lasciata vuota, denominata la Torre dell’Olocausto; l’asse dell’Esilio conduce ad un giardino quadrato esterno, denominato Giardino dell’Esilio, racchiuso fra 49 colonne; l’asse della continuità, collegato agli altri due corridoi, che rappresenta il permanere degli ebrei in Germania nonostante l’Olocausto e l’Esilio.

 

Questo asse conduce ad una scala, che a sua volta conduce alla costruzione principale. L’entrata al museo è stata intenzionalmente resa difficile e lunga, per infondere nel visitatore le sensazioni di sfida e di difficoltà che sono distintive della storia ebraica.

 

Il Giardino dell'esilio

Il Giardino dell’esilio

 

IL MUSEO PER I BAMBINI?

 

Può essere un museo per i bambini?

Se chiedete ad adulto poco attento che lo ha visitato senza figli a carico… vi dirà di non aver osservato nulla di specifico per bambini e vi descriverà  il museo in un certo modo.

Se chiedete invece ad un bambino di descrivere quello che ha visto… vi parlerà di un percorso fatto apposta per i più piccoli e un’area tutta speciale alla fine della collezione permanente, al primo piano!

 

Questa zona, chiamata “isola dei bambini” non  è molto grande ma piuttosto accogliente e colorata: diversi oggetti provenienti da diversi settori della vita ebraica si possono trovare in display colorati e scatole “touch-and-feel”; vi è anche un puzzle gigante.

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Quello che pero’ a noi ha colpito di più è  che  lungo il percorso espositivo esiste parallelamente “un percorso bambino” che un adulto  non attento nemmeno nota: una serie di nicchie ad altezza bimbo; all’interno di esse filmati adatti al giovane pubblico presentano la vita ebraica.

 

Per i bambini tedeschi, e anche per i vostri, (se il tedesco non fa loro paura), il museo offre spesso, almeno mensilmente durante il week end, attività specifiche per bambini e famiglie ad un prezzo veramente basso (circa 3 euro a bimbo).

Info: https://www.jmberlin.de/en/children

 

 

Il messaggio è  che anche argomenti difficili come la SHOAH possono essere discussi con i bambini, se si utilizzano i giusti strumenti.

 

 

DA VISITARE PER TUTTI I GENITORI APPASSIONATI DI ARCHITETTURA E CHE VOGLIONO AVVICINARE I LORO BAMBINI ALLA STORIA EBRAICA.

 

Sappiate che, come accennato all’inizio, nel museo non si parla solo di SHOAH ma attraverso immagini, testi, opere d’arte, oggetti di uso quotidiano, stazioni multimediali, ed elementi interattivi, la mostra permanente prende in esame la cultura ebraica in Germania, i rapporti tra gli ebrei, e le relazioni tra ebrei e cristiani.
La mostra è organizzata in ordine cronologico, con un focus tematico diverso in ogni periodo. In un tour della mostra, i visitatori imparano a conoscere le tradizioni religiose ebraiche e le vite di uomini e donne ebrei.

 

 

 

 

 

Articolo di Elisa Rosa

(crediti foto dalla prima all’ultima: Di Studio Daniel Libeskind (Architecture New Building); Guenter Schneider (photography) – Studio Daniel Libeskind (Architecture New Building); http://www.guenterschneider.de/index_x.php, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4428433 |  CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=467796 | Di Stefan-Xp – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=330219)

 

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